Tritacarne mediatico-giudiziario ad orologeria attorno alla Romeo Gestioni?

10 maggio 2018

Da 4 anni l’azienda amministra i servizi del Cardarelli. In una situazione difficilissima, tenendo conto che per legge le società che subentrano ad altre in quel tipo di appalti devono assumere in toto il personale già operante. In pratica la Romeo era obbligata ad assumere il personale della precedente ditta, la Florida. Nei giorni scorsi, i giornali “sul pezzo” ed in attesa di importanti decisioni della Cassazione, accostano i nomi di alcuni dipendenti della Romeo, emersi in un’inchiesta che con la Romeo Gestioni non ha nulla a che fare, raccogliendo informazioni dagli inquirenti.

La Romeo gestioni lavora in un contesto così difficile, attorno alle sue attività ruotano 20.000 tra dipendenti e famiglie, come può difendersi un’azienda dal rischio sia di infiltrazioni che di accostamenti proditori? Sul piano giudiziario può solo fare segnalazioni all’autorità e alla magistratura ed eventualmente riceverne. Ma non ne ha ricevuta alcuna, e dei nove esposti rivolti all’Autorità Giudiziaria – tra ottobre 2014 e aprile 2016 – sui possibili rischi di infiltrazioni criminali, nessuno ha parlato e nemmeno del fatto che sono stati archiviati da ANAC, Prefettura, Questura, Regione oltre oltreché dal Cardarelli stesso.

Resta la tutela ed il monitoraggio interni che deve rispettare le leggi sul lavoro e le procedure che ne derivano. La società di gestione in verità ha emesso  400 provvedimenti di contestazione disciplinare interessanti circa 200 diversi dipendenti, 6 provvedimenti di ammonizione, 134 applicazioni di multe, 60 provvedimenti di sospensione dal lavoro, 10 provvedimenti di licenziamento, 6 trasferimenti in altri cantieri. Guai se uno solo di questi fosse stato in base ad una “presunzione” di colpevolezza. Ma dello sforzo che fa l’azienda per essere sempre una comunità di persone per bene,  nessun giornale parla.

Per i giornali basta tirare fuori il marchio, senza fare parola sulla mole di esposti alle Autorità di cui sopra e di procedure qualità e garanzia eseguite in autonomia: fa notizia solo il brutto anche quando, come in questo caso, non c’entra niente.  Tutto ciò avviene, come dicevamo, mentre si attendono decisioni importantissime della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato. Sarà un caso? E’ la stampa bellezza! Questa stampa. E’ la giustizia! Questa giustizia. La risposta arriva con una nota dell’azienda, che invia ai giornali i pdf con le segnalazioni inviate e protocollate negli anni scorsi.  Troppo tardi, il danno è fatto: la storia, quella che rimane sui motori di ricerca, viene scritta da una sola penna. Non c’è verso di correggerla.

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