Salvate l’ILVA

12 maggio 2018

Raccogliamo e Rilancio in ordine di arrivo le adesioni, che terremo aggiornate qui e su Facebook

Lettera aperta a tutte le forze politiche e sindacali

Compagne e compagni, democratici, radicali, elettori del movimento 5 stelle, leghisti, elettori di Forza Italia , di Leu, di Fratelli d’Italia, cittadini senza partito, tralasciate per un momento le trattative su premier e governo. Vi prego fermatevi e, per un giorno, pensate solo all’ILVA!

Dovete leggere il racconto spaventoso fatto con una lettera a il Mattino da Marco Bentivogli: è una tragedia, una guerra, un industricidio, un mostro sociale e politico. Nonostante l’assurdo e costante boicottaggio del Presidente Emiliano, nonostante gli insulti, i ricorsi e le trappole, il governo in carica con il Ministro Calenda, ed i sindacati, erano arrivati a discutere una bozza finale di accordo per dare a 20.000 famiglie un lavoro, contratti a tempo indeterminato ed una serie (da migliorare) di garanzie da parte degli acquirenti investitori di Arcelor Mittal: per una ristrutturazione, la ripartenza, ed il risanamento. Non basta, non soddisfaceva ancora, ma il fatto terribile è che un solo sindacato, la CGIL, si è alzato e ha detto che il ministro era abusivo. Si è fermata la trattativa

L’azienda ora perde 30 milioni al mese, l’indotto muore. E’ ferma una città ed il futuro delle persone. Si è usato l’argomento che lavoratori hanno votato per il movimento 5 stelle che ha proposto la chiusura dell’ILVA. I lavoratori hanno diritto di votare chi vogliono (ha ragione Marco Bentivogli ha ribadirlo) non si sono sottomessi a nessuno, i sindacati hanno il dovere di trattare, hanno il dovere di garantire il lavoro, di trovare soluzioni e persino di riparare i danni che la politica fa. Quando si dice che le divisioni non riguardano le categorie ideologiche del passato, ma le cose da fare, non è del tutto vero. Qui ha prevalso la ideologia anti-industria, una guerra tra diritti, l’idea di un sindacato che si contrappone ma non risolve ed anzi ostacola anche se è in minoranza.

Non è una questione solo sindacale, non è una questione politica di parte. E’ un caso nazionale, la prova che, qualunque parlamento o qualunque governo ci siano, lo scontro deve essere tra distruttivi e costruttivi, tra ragionevoli e insensati, tra rassegnati reclamanti e realizzatori di soluzioni. Si parla del popolo, delle periferie, delle ingiustizie , di ripartire dagli ultimi. Cosa c’è di più lontano e abbandonato di questi lavoratori dell’ILVA? Abbandonati anche da un sindacato minoritario e oltranzista.

Alziamoci in piedi, guardiamo in faccia per una volta “questa classe operaia qui” che non vuole la rivoluzione, vuole il lavoro. Con la morte del lavoro non c’è salvezza nemmeno per l’ambiente

Non esiste un unico partito del lavoro o della ragione, ma può esserci forse un movimento per la ragione che salvi il lavoro, che dica a tutti : trattate a oltranza. Salvate l’ILVA. #salvateILVA

Giuseppe Di Amato, Lilly Camolese Fabriani, Claudio Velardi, Emanuele Manciati, Anna Paola Concia, Marco Leonardi, Alfonso Esposito, Paola Ripani, Patrizia Prestipino, Massimo Micucci, Laura Cesaretti, Francesco Privitera, Luciano Nobili, Giampaolo Cerasa, Giulia Callini, Eliseo D’Urso, Massimiliano Dolce, Dolores Bozzetti, Elena Monzi, Eleonora Faina, Roberto De Santis

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