Romeo di nuovo libero. La verità (e la Consip) sequestrate

9 marzo 2018

La Corte di Cassazione ha annullato, e per la seconda volta nel giro di pochi mesi, i provvedimenti cautelari nei confronti dell’avvocato Alfredo Romeo. Provvedimento che in questo caso, così come in quello preso in precedenza dall’Autorità Giudiziaria di Roma nell’ambito della cosiddetta inchiesta Consip, non era — afferma la Corte — basato su alcuna legittima motivazione. Così gli avvocati Francesco Carotenuto, Alfredo Sorge, Giovanni Battista Vignola

Un’indagine – abominio, ai limiti del golpe giustizialista. E’ già costata lacrime e sangue, a famiglie, aziende, e soprattutto alla politica ed alle istituzioni. Molti degli indagati sono già stati scagionati, alcuni inquirenti invece sono indagati.

Non solo si è ingiustamente infangato il presidente del Consiglio, il governo, le famiglie, il suo partito (quelli cui si chiede responsabilità da parte dell’organo ufficiale dei 5 stelle che lo hanno crocefisso) è calata più di un’ombra con indagini e provvedimenti sull’arma dei carabinieri.

Impossibile ricostruire qui i termini di una vera e propria reiterata persecuzione, di una brutta serie brutta, sporca, cattiva e inventata il cui lo stile e le intenzioni degli sceneggiatori hanno portato al sequestro di libertà, verità ed onore.

La Cassazione — sottolinea ancora il collegio difensivo — ha messo con evidenza in discussione l’assetto dell’impianto accusatorio costruito su una figura immaginaria dell’imputato del tutto alterata rispetto alla realtà dei fatti, al punto da chiedere quei passi restrittivi che la Corte ha poi bocciato, ma che hanno creato nel frattempo danni inenarrabili alle aziende dell’avvocato Romeo.

Una parola va detta anche sulle decisioni della Consip di annullare gare ed assegnazioni recando danno della Romeo Gestioni, con i suoi oltre ventimila lavoratori tra dipendenti diretti e dell’indotto. Anche la Consip, alla fine, si è mossa con un intento mediatico giuridicamente infondato, escludendo da sei gare in corso Romeo Gestioni, senza attendere le decisioni del Consiglio di Stato su un normale contenzioso amministrativo, e senza attendere le decisioni proprio della Suprema Corte.

Una scelta, quella di Consip che – ritiene la difesa- sarà fortemente inficiata anche in virtù dell’attuale pronunciamento della Suprema Corte.

Insomma oltre a una continua persecuzione, ad un danno istituzionale senza precedenti: chi pagherà per i danni arrecati saranno altre sedi a deciderlo e saranno i cittadini a pagarlo.

Certo è che le persone ed il paese non possono essere in balia costante di alcune forze che dovrebbero garantire certezza del diritto ed invece diffondono la impossibilità di avere giustizia.

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