#openstabilità 67: ritorno a casa

22 dicembre 2015

Ieri la stabilità è tornata a casa, là dove aveva iniziato il suo viaggio nei tortuosi percorsi parlamentari. In Senato la seduta della quinta commissione è stata breve. Il tempo di respingere tutti gli emendamenti e via, sconvocate il resto delle riunioni previste solo per dovere d’ufficio e testo pronto per l’aula.

Subito in aula. Ultimo giro

Subito in aula. Ultimo giro

Dove arriva oggi, per il voto finale. In realtà modifiche e aggiustamenti da fare c’erano. Lo ha specificato il Servizio Studi di Palazzo Madama. La confusione generatasi a Montecitorio, infatti, ha prodotto alcune incongruenze. Fabio Melilli, che alla camera bassa era relatore, è stato eroico, parando colpi, mediando, trattando. Riscrivendo e riformulando, aggiungendo e cancellando. Ascoltando con pazienza. Ma per i miracoli deve ancora attrezzarsi.

Alcune correzioni verranno fatte in seguito, con altri provvedimenti, è già successo. C’è il consiglio dei Ministri il 29 Dicembre e sarà l’occasione per varare il decreto milleproroghe. Poi ci sarà il ddl collegato sul lavoro autonomo. E poi i decreti legislativi attuativi della Legge Madia sulla riforma PA e ancora i decreti correttivi del “delega fiscale”.

Insomma, la stabilità ha fecondato numerosi figli, come è naturale per una “legge mamma”. A noi il lavoro non mancherà. Ma siccome non abbiamo finito ancora quello di oggi, e siamo già abbastanza provati (non c’è da vergognarsi ad ammetterlo), meglio rimanere concentrati sugli ultimi step. Così mentre Laura è alle prese con la ricostruzione statistica degli emendamenti, Irene e Federica sono già in ferie e inviano informazioni ai clienti in mobilità, mentre raggiungono le rispettive tavole da imbandirsi per la vigilia di Natale secondo le rispettive tradizioni siciliane orientali e irpine. Caterina oggi è fuori.

Last day of stabilità

Last day of stabilità

Fisicamente è qui ma con la testa sta a Montecitorio, dove l’aula della Camera vota il Collegato Ambiente. Non ha messo il vestito “grigetto” per non ritrovarsi di nuovo agli onori delle cronache, ma io la frego lo stesso (nel collegato ambiente c’è una norma su cui abbiamo duramente lavorato per un anno intero ed oggi diventa legge, ci sarà da festeggiare).

Nell’altra stanza, Nicolò prepara una intervista per Il Rottamatore ad un membro del Governo di emergente autorevolezza (no, la sorpresa non ve la rovino). Giorgia monitora su Facebook i post dei deputati che hanno affrontato con successo le questioni su cui ci siamo battuti con successo. Per gli altri ordinaria amministrazione.

Tranne che per Maurizio Boccitto, che riceve la richiesta di un futuro cliente che ci ha letto durante la Legge di stabilità e vuole che lavoriamo per lui. Ha scelto l’interlocutore più lucido. Io non ho ancora comprato neanche un regalo di Natale e sono indietro con i ringraziamenti ai parlamentari e ai membri del Governo che abbiamo tartassato in questi quasi settanta giorni di Stabilità. Prima dei convenevoli bisogna completare i “commenti” con i clienti. Sono loro che ci pagano lo stipendio e vengono prima.

Alcuni si accontentano di un briefing telefonico, altri, invece hanno bisogno di un report più dettagliato. Che comprenda l’analisi su quanto fatto e la strategia che proponiamo per l’immediata ripresa dei lavori. Al Senato, invece, si giocano gli ultimi minuti di questa stabilità. Più tardi andremo a farci un salto. Sarà una passeggiata simbolica.

Quasi un saluto, con una curiosità. I commessi di Palazzo Madama, ingresso via degli Staderari, sgraneranno per l’ultima volta gli occhi di fronte alla mia malandata, stropicciata e ormai illeggibile patente cartacea old style.

Addio alle armi

Addio alle armi

Compagna di mille avventure nei palazzi del “potere”, va in pensione. Ieri mattina, sono andato a rinnovarla. Verrà sostituita dalla versione “card”, più tecnologica, più comoda, ma meno caratteristica. Mi hanno rilasciato un foglio provvisorio e al mio ritorno a casa dovrei trovarla, nuova e freddamente luccicante. Nel frattempo dovrei utilizzare il burocratico lasciapassare transitorio. Io invece userò lei, per l’ultima volta, in Senato, sarò “quello con la patente vecchia”.

@AIannamorelli

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