#OpenLobby, educazione civica

12 aprile 2017

Si scrive #openlobby e si legge Educazione Civica. “Competenza tecnica”, “rispetto per la politica”, “analisi”, “sistema” sono state il word cloud della giornata di Lunedì 10 Aprile assieme a “studio”, “passione”, “impegno” e “storia”. E’ stato così nelle illustrazioni appassionate di Antonio Iannamorelli, negli spiegoni di  Martina Colasante, e (durante l’Adoption Lab della Luiss) nella relazione di Giusi Gallotto, come nelle parole di esperti di Istituzioni “dentro” la aziende come Gianluca Ansalone (BAT) e Giuliano Frosini (Lottomatica IGT) , aiutati da Carlo Puca, Andrea Picardi e Mario de Pizzo.

Cento ragazzi e ragazze di tutte le età sono venuti negli uffici di Reti (come quelli che hanno partecipato ad AdLab) ed hanno visto e sentito dal vivo che cosa fanno i lobbisti, i comunicatori, i social networker di Reti (diretti da Francesca Pucci). Hanno potuto rispondere alla domanda “Ma di lavoro che fai ?” (cit.  Stefano Ragugini). Già, i lobbisti studiano le leggi e i regolamenti, approfondiscono, col monitoraggio (secondo Frosini il solfeggio per chi vuol fare lobbying), il funzionamento delle istituzioni reali, ne vivono la complessità ed i problemi. Interagiscono con i più diversi settori industriali (dalle associazioni professionali alle piattaforme tecnologiche, dall’editoria scientifica all’energia) e si confrontano col dinamismo (o con il conservatorismo) di aziende, imprenditori, dirigenti pubblici, uffici studi e così via. Per una giornata intera molte persone ci sono state tra i piedi ed hanno verificato che al mattino passiamo in rassegna almeno 20 testate, riceviamo una decina di rassegne stampa (non leggiamo tutto eh?) poi e-mail, apriamo applicazioni di gestione di Twitter, Facebook, chatbot vari e blog. In entrata. E in uscita? Ancora e-mail, tweets, post e tutto ciò che è necessario produrre per sostenere conversazioni on ed offline.  Ormai l’output, il prodotto della attività di public affairs è un lavoro strutturato e quasi del tutto pubblico; il che fa apparire un po’ di retroguardia le discussioni sulla regolamentazione che ormai serve solo a liquidare gli equivoci.

Il lavoro in team è garantito non solo con incontri e riunioni ma con chat generali e specifiche anche assieme ai clienti. La produzione di posizioni, documenti, liste di key people di cui si discute su WhatsApp, si svolge in collaborazione su Google Drive. Analisi politica, know how giuridico economico e di comunicazione avvengono ormai in un continuum temporale lì dove avviene tutto: sui palinsesti personali di ciascuno e cercando di interagire con rispetto con quelli di chi decide. E’ quel che si approfondisce in modo strutturato nei corsi Running e comporta un grosso vantaggio collaterale: filtra il rumore dei media superficiali, spinge all’approfondimento, sviluppa passione per la politica ed “educa” gli interessi specifici alle esigenze del pubblico ed il pubblico a tener conto degli interessi senza subirli.

Con l’aria che tira possiamo dire di essere soddisfatti

P.S. non faremmo nulla senza Irene, Ciro, Giorgia, Marco, Beatrice, Federica, Alessio, Matteo, Massimiliano, Carlo, Danila, Monia e  Maurizio

Taggato con: , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Menù Velardi

http://www.claudiovelardi.com

Matteo Renzi: appunti per la maturità

Sperava di avere più tempo a disposizione per crescere, Matteo Renzi. Forse due anni fa non immaginava così

claudiovelardi.com

Interviste