#Openbilancio 45: Niente Bilancio. Oggi è il giorno delle dichiarazioni di voto

2 Dicembre 2016

Obiettivamente oggi no.

Di Legge di Bilancio non si può parlare. Anzi, se provi a parlarne a qualcuno passi per scemo. In ufficio una regale calma regna. Il dibattito in cucina è acceso, ma si parla di energia e si discute tra la pro-oil Federica e Massimiliano che “stamattina si è svegliato no-tav”, salvo poi ripensarci sennò non sarebbe arrivato a lavoro. Giusi alle prese con cose di casa fa solo un salto. Noi facciamo una lunga riunione con clienti prospect. Che non si lasciano scomporre dall’ansia referendaria. Ma solo perchè sono stranieri e per loro questo è un giorno come un altro. Per noi no, perché comunque andrà lunedì avremo davanti un Paese diverso da quello di questo venerdì. Siamo come Gwyneth Paltrow in Sliding Doors. Di fronte a noi due strade diverse, ma comunque nuove. Prospettive che cambiano a seconda se la porta delle riforme si apre o si chiude.

Se vince il Sì, certamente, dovremmo reinventare le nostre modalità operative. Avremo meno tempo e meno occasioni per portare le nostre istanze, dovremo essere ancora più precisi, ancora più puntuali. Non ci saranno, tranne che per le leggi di delegazione europea, seconde occasioni per recuperare al Senato quello che non siamo riusciti a fare alla Camera. Se vince il No, invece, rimarrà tutto come ora. Ma cambierà e di molto, il quadro politico di riferimento. Perché difficilmente questo Governo e questa maggioranza rimarranno quelle che ci sono oggi.

In questo venerdì di fine seconda repubblica. Gli effetti si vedranno da subito, sull’iter della Legge di Bilancio. Ma poi ci sarà la centrifuga vera. Che rimescolerà tante cose. Come, in quale direzione, lo capiremo solo domenica notte. Ci vorrà un po’ per riprendersi ma poi ci fermeremo a fare un punto. Analizzando lo scenario che gli italiani ci avranno consegnato. Per ora siamo di fronte a queste porte scorrevoli, alle quali abbiamo intitolato il nostro incontro di approfondimento che abbiamo organizzato per lunedì 12 (se volete saperne di più, scrivetemi: a.iannamorelli@retionline.it ). Si apriranno verso un’Italia più semplice dove l’attività di lobbying avrà meno spazi ma più sfide sulla qualità del lavoro? Oppure verso la prudente conservazione dell’esistente, ma con un quadro di decisori completamente da ripensare?

Al voto, e non certo ai sondaggi, l’ardua sentenza. Personalmente io voto Sì. E sulla bilancia, come ho detto oggi interrompendo la tenzone “sviluppista” Federica vs Massimiliano, tendenzialmente contro i nostri interessi diretti. Il bicameralismo perfetto, il contrasto tra Stato e Regioni su ambiente e sanità, l’assenza di tempi certi per l’approvazione delle leggi, il super utilizzo della decretazione d’urgenza, sono aspetti della Costituzione che ci fanno trovare un sacco di lavoro. Ma l’idea che il più importante cambiamento della storia repubblicana possa essere bloccato mi crea più turbamento. Certo, alcune cose della riforma potevano essere fatte meglio (ad esempio ricopiando tout court e non solo per metà l’assetto del bicameralismo tedesco). Ma ormai cosa fatta capo ha.

Per ora basta un sì. Per dopo, siamo pronti a modularci sullo stravolgimento del sistema che, comunque vada, ci sarà.

@AIannamorelli

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