No alla “corruzione percepita”. Ridateci i fatti e il diritto

19 agosto 2017
  • La sentenza del tribunale del riesame di Roma che ha rimesso in libertà Alfredo Romeo ci riguarda tutti. Grazie alla Cassazione emerge un quadro assolutamente diverso da quello imposto alla pubblica opinione. Finalmente almeno un pezzo di realtà fattuale contro la realtà percepita.
  • Non c’era un sistema Romeo che giustificasse le misure cautelari per 168 giorni. Teorema non sistema. Corruzione percepita non perseguita. Giustizia propagandata, ma ingiustizia di fatto e di diritto.
  • L’opinione pubblica, però, “non” percepirà l’ingiustizia, perché i mediatori della realtà, su indirizzo degli inquirenti, hanno creato una cornice di senso secondo la quale “un imprenditore del sud può affermarsi solo con la corruzione”.
  • Nessun concerto sistematico per “assicurare vantaggi a sé e ad altri, condizionando” la politica attraverso parenti (del premier), conoscenti ed esponenti (di governo). I nomi restano nella “cache” del cervello collettivo come colpevoli percepiti. Senza risarcimento. Il bene che faranno non sarà mai notizia quanto il male che non hanno fin qui fatto.
  • Sappiamo poi che nell’indagine percepita c’erano rapporti truccati, depistaggi inquietanti, confusione, attribuzioni improprie e filtraggi di intercettazioni (chissà se lecite o percepite come lecite). I giustizieri percepiti sono indagati ora per rivelazione di segreti d’ufficio. Ma tra loro faranno in modo che nessuno li percepisca come imbroglioni ma, semmai, come “passacarte che sbagliano”. In nome della libertà.
  • Ne abbiamo parlato: la corruzione percepita è un falso clamoroso. Ban Ki Moon dichiarò risibili le cifre diffuse sulla corruzione in Italia. In Germania ci sono più corrotti in galera? Solo perché qui da noi “non ci sono innocenti ma colpevoli che la fanno franca”. Delinquenza percepita, ma promossa per vera.
  • Al genere del percepito si allineano adesso: la sicurezza percepita (sui reati comuni), l’economia percepita, l’immigrazioneinvasione percepita (+0,64%). Follie di cui sono responsabili i media in declino. Ingigantire e storpiare i problemi, fomentare per inseguire l’opinione pubblica peggiora tutto. Cresce il Pil ma “il dato è relativo”, cioè dipende da come uno lo percepisce oppure dipende dal caldo (che poi anche le temperature sono percepite!). E’ la stessa base di irrealtà dell’onda dell’anti-scientifica: dal rifiuto dei vaccini alla constatazione delle scie chimiche, fino all’avvistamento delle sirene. Scienza percepita, che uccide innocenti.
  • La costruzione di una realtà percepita e coltivata da gruppi di fan viene opposta ai fatti, declassati a loro volta a propaganda del sistema al potere (le multinazionali, i gruppi dominanti). E’ una contrapposizione con radici profonde che qualcuno ascrive all’impatto del discorso post-moderno contro le grandi narrazioni che diventa essa stessa una narrazione brandita dai populismi e assecondata da un vasto schieramento di commentatori ed analisti. E’ così che invece di provare accuse circoscritte con i fatti, si descrivono complotti attraverso teoremi. Il risultato è un Pogrom populista contro la realtà, la ragione e la libertà che sta facendo vittime e danni. Chi sopravvive è fortunato, ma può solo gridare: ridateci i fatti e il diritto.
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