Con la legge di bilancio cambia anche il mondo della lobbying

30 agosto 2016

Uno dei consiglieri economici del presidente del Consiglio, Luigi Marattin, che ha il pregio della chiarezza e del pragmatismo richiama l’attenzione su un fatto storico. Da quest’anno la legge di Stabilità si chiama “Legge di Bilancio“, e la definisce una riforma strutturale.

Chi come noi si occupa anche troppo spesso di rincorrere le finanziarie e chi invece si illude di lavorare su generici e inconcludenti assalti alla diligenza, dovrà partire da questa buona novità: la unicità. Prima i 20 o 30 miliardi “nuovi” della “stabilità” erano oggetto dell’assalto in primis, di lobbisti ombra, giornalisti, politici locali etc…, ma il grosso della spesa pubblica (770/780 mld) restava acquattato, immoto, un enorme moloch invisibile e indiscutibile salvo rare eccezioni.

Ora le novità sono varie:

si deve guardare all’insieme del bilancio per giudicare coerenza, coperture, funzionamento dei provvedimenti, come avviene già (spiega Marattin) nei Comuni. Così lo sforzo e le idee di chi vuol “mantenere” o “cambiare” qualcosa, di chi vuol discutere o migliorare ha davanti l’intera spesa pubblica e deve perciò entrare nel merito. Scelte, criteri, sostenibilità, flessibilità sono sotto la lente tutti insieme. Finirà, si spera, anche la logica-scappatoia delle clausole di salvaguardia.   

Il mantra della spending review così non dovrà più essere affidato all’ipocrita (ed inutile) funzione-scappatoia di un commissario esterno che poi rende le armi (ipocritamente) alla sempiterna pressione delle lobbies. Sarà “procedura e metodo” interno alla PA, sarà base di valutazione delle politiche e delle scelte dei decision makers e anche in futuro delle performances e del ruolo dei dirigenti. I media che vorranno interessarsene potranno farlo a partire da un quadro unico.

Cambierà anche la logica di autodifesa ministeriale? O continueranno a farla da padroni i lobbisti interni? Cambierà l’approccio dei portatori di interessi legittimi interni ed esterni alla PA? Registri e trasparenza si, ma sarebbe questa la riforma più sostanziale e benvenuta dell’attività di lobbying, la cui bontà ed efficacia dipende dalla competenza nel merito e dalla capacità di “educare” gli interessi nei confronti del Governo ed il Governo della cosa pubblica a tenere conto dei suggerimenti degli stakeholders. Accertato pubblicamente che la lobby esiste persino per chi ne aveva fatto ragione di anatema, va scelta la via della conoscenza e della consultazione in diretta.

Dopo la cronaca di  #openstabilità, Reti ha lanciato #openbilancio. Occorre anticipare, discutere e rendere più ragionevoli in Europa l’adozione di direttive poi vincolanti, ma occorre sopratutto studiare approfonditamente e per tempo le procedure, scadenze, le nuove logiche di spesa e investimenti incluse nella Legge di Bilancio. Dunque acquisendo una visone più lunga e strategica, una maggiore e più sostenibile capacità di dialogo e collaborazione tra decisori politici ed interessi. E’ quel che proveremo a fare anche quest’anno con un corso specialistico di Running Academy dedicato alla nuova legge di bilancio (La nuova legge di bilancio).

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